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Spinti dal desiderio di tornare nel Sud Est Asiatico dopo due viaggi in
Thailandia, Dire Asia equivale a non dire nulla, così come dire Oriente equivale a non dire nulla. Esistono talmente tanti tipi di Asia e talmente tanti tipi di Oriente che ogni paese sembra essere un continente a sé stante. Questo è ciò di cui ci siamo resi conto visitando Singapore e la Malaysia, due mondi completamente differenti, due realtà così vicine e così lontane, due paesi che condividono geograficamente un confine, ma che culturalmente sono agli antipodi. Il viaggio che abbiamo compiuto è stato un viaggio itinerante che ci ha permesso di spostarci spesso e di visitare più posti possibili. Non siamo mai stati più di quattro giorni nello stesso posto e dobbiamo ammettere che un viaggio di questo tipo non è proprio rilassante. Tuttavia, è stato un viaggio molto stimolante, abbiamo avuto la possibilità di visitare diverse zone e di entrare in contatto con diverse culture. Le differenze che abbiamo notato non sono solo tra i due paesi, ma anche tra la costa occidentale e orientale della penisola malaysiana.
VOLO E TRASPORTI INTERNI Siamo partiti da Verona con un volo dell’Austrian Airline per Singapore, facendo uno scalo a Vienna. Il volo è uno dei più lunghi, ben 12 ore da Vienna, ma dobbiamo dire che è stato molto confortevole e non troppo noioso grazie alla compagnia aerea austriaca che consigliamo: personale gentile e disponibile, aereo pulito, possibilità di distrarsi in volo con film, giochi, musica, ottimo cibo. Una compagnia aerea davvero impeccabile! Addirittura, al ritorno da Singapore, l’aereo aveva due ore di ritardo e ci è stato offerto un buono pasto a testa all’aeroporto. Purtroppo il biglietto aereo non è stato proprio economico (650 euro), ma è l’offerta più bassa che abbiamo trovato. Per spostarci da Singapore alla Malaysia e all’interno della Malaysia abbiamo utilizzato gli autobus locali (esistono tantissime compagnie e i biglietti si possono prenotare direttamente da là), e abbiamo preso due voli della compagnia low cost Air Asia. Consigliamo anche questa perché i voli costano veramente pochissimo e i collegamenti all’interno della Malaysia sono buoni. In alternativa esiste la linea ferroviaria, però solo nella penisola malese occidentale. Pare che i treni siano confortevoli, ma non sappiamo dare indicazioni perché non li abbiamo presi.
SINGAPORE Bisogna dire che molto spesso questa città viene snobbata dai viaggiatori che la
utilizzano solo come un punto di scalo prima di recarsi verso altre
destinazioni e quasi nessuno, almeno fra i turisti occidentali, In realtà, Singapore è una città bellissima!! Ed è ricca di tantissime attrazioni e cose da vedere! Noi siamo rimasti in totale 4 giorni, i primi due e gli ultimi due della nostra vacanza. Dobbiamo ammettere che non è una città molto economica (seppure sempre di più dell’Europa!), almeno non per coloro che viaggiano seguendo la filosofia del low cost. Infatti, gli standard di Singapore sono piuttosto alti se consideriamo che si tratta di una città asiatica. Ma, come dicevamo in apertura, dire Asia è dire nulla, perché Singapore, più che una città asiatica, sembra una metropoli americana o australiana! La cosa bella di questa grande città-stato è che è pulitissima, ordinata, per niente caotica, e tutti i singaporeani sono molto rispettosi delle regole, che fioccano a valanghe!! Singapore è tutta una regola ed è piena di cartelli che vietano le cose più incredibili, almeno per noi europei. Il fatto è che probabilmente vogliono affidarle il primato di “safety city”, città sicura, così da attirare i turisti affinché questi si sentano a loro agio. E’ difficile, infatti, che qualcuno trasgredisca le regole perché le multe sono davvero molto salate. Anche il traffico è regolare, per niente caotico, e gli automobilisti sono molto rispettosi del codice stradale. Gironzolando per le strade di Singapore, infatti, non sembra nemmeno di essere in Asia, tanta è la regolarità e serietà di questo paese (mentre in tanti altri paesi asiatici il traffico è sregolato e caotico). Inoltre è una città caratterizzata da tante culture e religioni diverse, perciò si possono vedere chiese, moschee e templi e si può mangiare in ristoranti che fanno cucine di tutti i tipi! Pare proprio che Singapore sia aperta e cosmopolita!!
ALLOGGI Gli alberghi di Singapore, così come la città, non sono proprio economici. Comunque, ci sono alberghi di prezzo medio abbastanza carini. In generale gli alberghi più economici si trovano nel quartiere di Geylang, che dovrebbe essere il quartiere a luci rosse, ma sinceramente, passeggiando per le sue strade, anche di sera, noi non abbiamo visto nessuna signorina particolare! L’albergo in cui abbiamo alloggiato noi i primi due giorni è il Lloyd’s Inn: si trova in una posizione molto favorevole perché è a pochi passi dalla Orchard Road, la via dello shopping più esclusiva della città, e a pochi passi dalla MRT. I prezzi sono ragionevoli. L’hotel è un po’ vecchio, ma è pulito e grazioso. Si trova in una strada secondaria silenziosa, ma il problema è che le camere sono rumorose perché i muri non sono spessi e si sentono i propri vicini. In ogni caso, il rapporto qualità prezzo è buono e ve lo consigliamo. Gli ultimi due giorni, invece, abbiamo alloggiato al Malacca Hotel: purtroppo la sua posizione non è delle migliori perché si trova in un quartiere residenziale, perciò lontano da tutte le principali attrazioni turistiche ed è a quasi 1 km dalla MRT, quindi un po’ scomodo. Ma è un hotel nuovo, pulito, molto carino e c’è la possibilità di affittare anche le camere a ore.
COSA VEDERE Orchard
Road: si tratta della via dello shopping più esclusiva della
città, dove ci sono grandi centri commerciali e mercatini cinesi; inoltre qui
ci sono i ristoranti più famosi e costosi della città, ma si possono trovare
anche i classici fast food occidentali e i chioschi che fanno cibo tailandese e
cinese. Chinatown: all’uscita della MRT ci si trova immersi in un enorme mercato con articoli esclusivamente cinesi. Ci sono per lo più souvenir e oggettini turistici cinesi e quasi tutti i negozi e le bancarelle hanno le stesse cose, ma è comunque un mercato molto caratteristico da vedere, anche se la merce costa abbastanza. Il quartiere di Chinatown è interessante perché ospita un meraviglioso e antico tempio indù, che si trova proprio alla fine del mercato venendo dalla MRT. Si tratta del Sri Mariamman Temple, il più antico tempio indù di Singapore, composto da statue e decorazioni veramente bellissime. Lo si può visitare all’interno e vi consigliamo di farlo. Little India: anche qui, appena usciti dalla MRT, ci si imbatte in un mercato completamente indiano composto soprattutto da capi di abbigliamento tipo sari, molto belli e colorati. In questo mercato si possono trovare anche cose occidentali come scarpe, abbigliamento, occhiali, borse ed è più economico di Chinatown. Nel mercato ci sono anche banchi che vendono prodotti alimentari. Sia a Chinatown che a Little India si possono ammirare le shophouse, casette colorate coloniali adibite a negozi, tipiche di Singapore. Raffles Place: è un quartiere che ospita i grattacieli più alti di Singapore e qui, passeggiando lungo il fiume, si arriva alla famosa statua-fontana del leone con il corpo da pesce, chiamata The Merlion,che costituisce il simbolo di Singapore ed è probabilmente il monumento più fotografato della città. Questo quartiere, assieme a quello di City Hall con cui confina, ospita i più grandi centri commerciali della città e gli hotel più lussuosi. Inoltre, qui ci sono parchi e giardini bellissimi, dove ci si può rilassare un attimo durante le tante passeggiate. Sono due quartieri ultramoderni che di sera si illuminano di luci e i grattacieli ricordano improvvisamente quelli della Manhattan di New York, con la differenza che a Singapore non c’è troppa confusione. Geylang Road: si trova alla fermata Paya Lebar della MRT ed è una strada piena di negozi e centri commerciali low cost rispetto al resto della città. E’ forse la via dove conviene di più fare acquisti. Anche i ristoranti qui sono più economici e così gli hotel. Questa strada dovrebbe fare parte del quartiere a luci rosse, ma noi non abbiamo notato nulla di particolare a tal proposito, anzi ci è sembrata una strada normalissima. Se si visita Singapore bisogna ricordarsi di una cosa: dopo le 22 non si trova quasi più nulla di aperto. I Singaporeani vanno a letto presto, perciò bisogna fare shopping di giorno!!! Anche i locali notturni non sono particolarmente evidenti. Non abbiamo visto discoteche o pub notturni. Solo caffè e bar. Isola di Sentosa:
si trova di fronte alla città ed è una delle attrazioni turistiche maggiori di
Singapore. Si tratta di Aperta dalle 7 alle 23, Sentosa è facilmente raggiungibile in tre modi: attraverso il ponte di Sentosa, con gli autobus che partono dal World Trade Center, oppure attraverso i traghetti, o ancora attraverso la funivia, che parte sempre dal World Trade Centre. Noi abbiamo scelto quest’ultima opzione, probabilmente quella più utilizzata dai turisti perché più suggestiva. Arrivati a Sentosa abbiamo visitato l’Underwater World, un acquario sottomarino in cui si possono ammirare i pesci più strani del mondo e gli squali. Siccome era compreso nel biglietto, abbiamo assistito anche allo spettacolo dei delfini rosa, molto carino. Infine, ci siamo rilassati su una delle spiagge molto belle dell’isola. Il mare purtroppo non è proprio trasparente, ma per trascorrere una giornata fuori città va bene! Oltre a Sentosa, ci sono altre isole molto belle vicino a Singapore, raggiungibili in 45 minuti. Purtroppo noi non abbiamo avuto il tempo di visitarle. Per una cosa bisogna fare attenzione a Singapore: le indicazioni sono pessime!!! Pensate che non riuscivamo nemmeno a trovare l’uscita dell’aeroporto! Perciò è sempre meglio chiedere.
TRASPORTI LOCALI Girare per Singapore è facilissimo ed economico perché c’è un sistema di trasporti che è uno dei più moderni ed efficienti del mondo. Ci riferiamo soprattutto alla MRT (Mass Rapid Transit), una metropolitana sia sottoterra che di superficie che collega tutte le zone della città, a cominciare dall’aeroporto. E’ aperta dalle 5.30 a mezzanotte e mezza, le tariffe per spostarsi sono bassissime e ogni stazione è provvista di macchine che stampano biglietti. Questi sono delle tessere che devono essere restituite perciò quando si fa il biglietto si paga un deposito che poi verrà restituito una volta inserita la tessera nella macchina alla stazione di arrivo. Inoltre ci sono gli autobus (SMRT) che sono molto frequenti e operano dalle 6 a mezzanotte, ma noi pensiamo che la MRT sia molto più comoda. Ci sono anche molti taxi, ma non sono economici.
MONETA La moneta è il dollaro di Singapore. 1 S$ = 0,50 euro. I cambi non sono molto frequenti nella città e, quando ne cerchi uno, non lo trovi mai! Tuttavia, ci sono nelle principali zone turistiche. In ogni caso il cambio dell’aeroporto è spesso favorevole.
MALAYSIA Come già detto, la Malaysia non ha niente a che vedere con Singapore. Lo si capisce subito dalla dogana e, appena oltrepassata quella, ci si rende subito conto della diversità del paesaggio, più spoglio e disordinato, e delle persone, del loro abbigliamento meno elegante e del fatto che sono meno frenetici, più sorridenti, ma anche più insistenti. Lo slogan che si vede in tutta la penisola, sui cartelloni pubblicitari, è: “Malaysia, truly Asia”, che è tutto un dire!!!! Ogni parte di questo paese è diversa dall’altra! La Malaysia è sicuramente uno stato non povero o comunque molto in via di sviluppo rispetto ad altri paesi asiatici, forse proprio perché è molto turistica. Tuttavia, rispetto a Singapore, le cose costano un terzo. Ma parliamo ora del nostro viaggio e delle tappe che abbiamo visitato. Bisogna dire subito che raggiungere la Malaysia da Singapore via terra è una bella impresa!!!! Noi avevamo deciso di visitare la Malaysia partendo dall’isola di Penang, sulla costa occidentale. Per raggiungerla, avevamo prenotato un volo da Johor Bahru, una città di confine con Singapore da cui partono i voli low cost. Raggiungere l’aeroporto di Johor Bahru è stato a dir poco problematico e abbiamo quasi rischiato di perdere l’aereo, nonostante fossimo partiti prestissimo!
Però ci è successo un imprevisto: alla stazione abbiamo chiesto informazioni allo sportello e ci è stato detto di prendere l’autobus 950, ma un signore che passava di lì e che ci ha visto colmi di valige e un po’ disorientati ha tentato di spiegarci, in un pessimo inglese, che il 950 quel mattino non sarebbe passato perché c’era stato un incidente nel traffico. Abbiamo perso molto tempo poiché non capivamo cosa voleva dirci e soltanto alla quarta volta gli abbiamo dato retta. E’ stato un caso che siamo riusciti a prendere un altro autobus, senza sapere esattamente se fosse quello giusto, e siamo arrivati al Checkpoint, una struttura veramente enorme. Sbrigate le formalità della dogana di Singapore, ci restava da passare quella della Malaysia, altra impresa impossibile! Non si capiva quale autobus dovessimo prendere all’uscita del Checkpoint e quindi andavamo da una parte all’altra con le nostre valige pesanti e un caldo soffocante. Finché una signora ci ha fatto salire su un autobus stracolmo di gente e ci siamo affidati al caso, arrivando al Checkpoint della Malaysia, una struttura all’aperto, sotto un portico, sporca e afosa. Abbiamo perso tempo per compilare dei moduli di immigrazione e poi, finalmente, una volta passati, avevamo solo mezzora di tempo per arrivare all’aeroporto di Johor Bahru e fare il check in. Abbiamo preso un taxi (i taxi in Malaysia sono molto economici) e con tanta fortuna abbiamo raggiunto l’aeroporto in tempo. Ma è stata un’avventura che non auguriamo a nessuno. Questi Checkpoint sono un vero disagio per i turisti e sono molto disorganizzati!!! Il solo pensiero di dover rifare tutto al ritorno ci metteva un’ansia terribile! Bisogna dire, però, che esistono altri mezzi, più comodi, per passare le due dogane con meno problemi: si può prenotare un taxi da Singapore che, con soli 25 euro, vi porta fino all’aeroporto di Johor Bahru e le dogane si passano in un attimo con il solo controllo dei documenti; oppure si possono prenotare gli autobus privati che vi aspettano dopo che avete sbrigato le formalità alle dogane. Ma è sempre meglio informarsi prima e prenotare per tempo.
PENANG
Penang è un’isola non molto grande che si trova nella parte occidentale della Malaysia peninsulare ed è collegata alla costa dal Penang Bridge, il ponte più lungo della Malaysia. Questa è una delle isole più turistiche della Malaysia, forse la più turistica. E’ molto ben pubblicizzata su internet e sui cataloghi di viaggi in generale perché i suoi hotel hanno probabilmente gli standard più elevati di tutto il paese. In generale, la parte occidentale della Malaysia peninsulare è quella più ricca, proprio perché ospita il turismo di massa, che si affolla principalmente a Penang e Langkawi (un’isola vicina) ed è normale quindi che qui gli hotel siano molto attrezzati. Navigando in internet, Penang viene definita “La perla d’Oriente”, come se fosse il posto più bello dell’intera Malaysia. Ma non dovete lasciarvi influenzare dalla pubblicità, anzi dovete fare attenzione: purtroppo Penang non è così bella come si crede. Non è per niente un’isola incontaminata, ma anzi è stata distrutta dal turismo di massa. Ci sono altissimi grattacieli ovunque, un traffico caotico, persone che tentano di spillare quattrini ai turisti. Non è propriamente il posto giusto per rilassarsi. Inoltre, il suo mare non è molto bello e le sue spiagge non rappresentano proprio ciò che ci si aspetta dalla Malaysia. Noi siamo stati anche abbastanza sfortunati perché siamo rimasti solo tre giorni (che, per quanto ci riguarda, è il tempo massimo da spendere a Penang, di più sarebbe troppo) ed è quasi sempre piovuto. Un po’ ce lo aspettavamo perché sapevamo che in Maggio la costa occidentale non è la più indicata proprio a causa delle piogge. Quindi vi consigliamo, se volete visitare Penang, di farlo in un altro periodo dell’anno, informandovi prima.
Citiamo in questa guida il tempio principale: si tratta del Kek Lok Si Temple, il tempio buddhista più grande della Malaysia e uno dei più grandi in tutta l’Asia meridionale. Sorge su una collina ed è composto da edifici veramente stupendi e suggestivi che lasciano a bocca aperta i turisti. A Penang molte agenzie organizzano escursioni che portano la gente a visitare il tempio e spesso sono escursioni brevi, anche di sole 3 ore, abbinate a visite di altre attrazioni nella stessa giornata. Perciò vi sconsigliamo di comprarle perché, per visitare questo tempio, noi ci abbiamo impiegato più di 4 ore.Addirittura il tempio ospita una statua gigantesca, chiamata Kuan Yin Bodhimandala, che sovrasta tutta l’isola di Penang ed è veramente enorme. Se vi fate portare al tempio da un taxi, ditegli di lasciarvi all’inizio della collina e non proprio davanti all’entrata del tempio, perché, prima di arrivare sulla collina, ci sono degli scalini sui quali si estende un mercato in cui troverete abbigliamento, borse, prodotti alimentari a prezzi molto economici e, seguendo il mercato, arriverete direttamente al tempio. Oltre a questo, noi abbiamo visitato altri due templi più piccoli, ma molto belli, di origine tailandese, nei pressi del nostro hotel. Bisogna fare però attenzione agli orari: molti dei templi di Penang chiudono alle 5 del pomeriggio. Il capoluogo dell’isola è Georgetown, una cittadina che fu colonizzata dagli inglesi e nella quale potete quindi vedere edifici dall’architettura europea, seppure siano molto malandati. Questa città, infatti, non è per niente ben tenuta. E’ sporca e gli edifici avrebbero bisogno di essere ristrutturati, magari anche a fini turistici. Tuttavia, è caratteristica, ci sono le botteghe dei commercianti e si vede anche qualche trishaw che porta in giro i turisti. A Georgetown sorge l’edificio più importante dell’isola, il Komtar,un enorme grattacielo rotondo, il più alto e il più visibile, attorno al quale ruota la vita di tutti gli abitanti di Penang. Il Komtar ospita agenzie di viaggi al pianterreno e poi, salendo, c’è un enorme centro commerciale di cinque piani, una cosa veramente megagalattica, in cui si può trovare di tutto, dall’abbigliamento, alle borse, alle scarpe, agli articoli di elettronica e i prezzi sono molto convenienti. Un’altra località in cui si può fare shopping è Batu Ferringhi, il posto più turistico di tutta l’isola. Qui sorge un mercato lungo circa un chilometro, popolato soprattutto di sera, e ci sono tantissimi ristoranti di ogni tipo e per tutti i gusti. Ma, poiché questo è il luogo in cui si concentra il turismo di massa, i prezzi sono piuttosto alti per i livelli della Malaysia. Batu Ferringhi è anche il luogo in cui si concentra la night life di Penang, ma non aspettatevi di trovare chissà quali locali notturni e chissà quale movimento. La Malaysia è pur sempre un paese musulmano, seppure qui la gente sia di mentalità molto aperta, perciò verso le 10 di sera tutti si apprestano a chiudere e la vita notturna in genere non oltrepassa la mezzanotte.
TRASPORTI A PENANG Occhio alle fregature dei taxi!! Davanti a tutti gli hotel principali il personale vi propone sempre di chiamare un taxi per voi quando state per uscire. Se potete, rifiutate. A Penang esistono gli autobus, ricordatevelo bene!!!! A chiunque chiedete, anche alle reception degli hotel e nei ristoranti, vi verrà risposto che a Penang non ci sono autobus. Beh… questa è una gran falsità ed è uno dei modi preferiti dei malaysiani per spillare soldi ai turisti con i taxi. In genere i taxi non costano molto (anche se a Penang sono tra i più cari della Malaysia), ma gli autobus costano dieci volte meno. Dobbiamo ammettere che non si capisce bene come funzionano gli autobus e quali sono gli orari, ma una cosa è certa: gli autobus ci sono e prima o poi passano, basta restare ad una fermata (le fermate sono ben visibili) e aspettare. Quelli più comuni sono neri e possono essere piccoli o grandi. Fanno servizio anche notturno. Prima di salire dite sempre all’autista dove dovete andare e chiedete il prezzo, così non sbaglierete. I taxi non usano mai il tassametro quindi anche con loro bisogna contrattare. Inoltre esistono i taxisti abusivi, che si appostano spesso davanti agli hotel per intortare i turisti.
PERHENTIAN ISLANDS Isole meravigliose!!! Si trovano nella parte orientale della Malaysia
peninsulare e fanno parte di un parco marino Per raggiungerle bisogna andare a Kota Bahru e da lì bisogna farsi accompagnare al porto di Kuala Besut, a circa un’ora e mezza di strada, dove partono i traghetti per le isole. Noi abbiamo raggiunto Kota Bahru con un autobus da Penang: circa 8 ore di viaggio. Gli autobus che percorrono questa tratta sono molto confortevoli e spaziosi e il prezzo non è alto (27 Riggit, circa 7 euro). Il viaggio però non è proprio comodo perché la strada è tutta a curve e il nostro autobus si è fermato due volte in due specie di stazioni di servizio molto poco attrezzate. Arrivati a Kota Bahru ci siamo dovuti fermare una notte. Molti turisti fanno così perché i traghetti da Kuala Besut ci sono fino alle 4 di pomeriggio. Così abbiamo alloggiato in un hotel del centro, il Sabrina Court. Abbiamo speso veramente pochissimo (circa 15 euro a notte), ma l’hotel non è dei migliori. La camera era pulita, ma non era molto rassicurante, sembrava un po’ squallida. Comunque, non ci abbiamo trascorso neanche dodici ore e, per il prezzo che abbiamo pagato, andava più che bene. Kota Bahru è una cittadina abbastanza anonima, per niente turistica nonostante molti turisti vi trascorrano almeno una notte prima di andare alle Perhentian . C’è qualche negozio in centro, un piccolo mercato e due centri commerciali dove poter passare la serata, aperti fino alle 22.30. Per il resto, al tramonto la città chiude tutto e non c’è più nulla. La guida Lonely Planet menziona un mercato notturno in centro a Kota Bahru, ma non c’è. Probabilmente perché stanno facendo dei lavori. La cosa bella di Kota Bahru, però, è che la gente è molto più cordiale, sorridente e meno stressata che non nella Malaysia occidentale. Qui, nello stato del Kelantan, le persone sono molto tradizionaliste, le donne sono quasi tutte velate, ma indossano comunque colori sgargianti, e nei ristoranti non si riesce a trovare la birra perché l’Islam proibisce gli alcolici. La mattina dopo prendiamo un taxi che ci accompagna a Kuala Besut. I taxi nel Kelantan sono molto economici. Per un’ora e mezza di strada abbiamo speso solo 35 Rigghit (8 euro) in due. All’imbarco dei traghetti di Kuala Besut ci fanno comprare due biglietti per il traghetto veloce (30 Rigghit a testa) e ci fanno partire immediatamente assieme ad altri turisti, dopo averci fatto pagare il biglietto di entrata perché le isole sono un parco marino protetto. Scopriamo che, in realtà, i traghetti sono delle piccole barche e bisogna stare attenti alla valigia perché non cada in acqua. Queste barche a motore vanno velocissime e ci sono fortissimi sbalzi sull’acqua, tanto che sembra di stare sulle giostre! Non prendete questi traghetti se state male di stomaco perché è facile vomitare. Esistono anche i traghetti lenti, che ci impiegano 45 minuti (mentre quelli veloci 15 minuti). Non avendo prenotato nessuna sistemazione alle isole, decidiamo di farci lasciare a Besar, l’isola più grande, ma meno incasinata. Almeno così leggiamo sulla guida della Lonely Planet. In alternativa c’è l’isola di Kecil con la sua rinomata Long Beach, dove alloggiano tutti i ragazzi giovani e dove ci sono resort molto malandati. A Besar ci facciamo lasciare nella baia del
Tuna Bay resort per chiedere se hanno disponibilità Quelli del
traghetto ci mollano sulla spiaggia con valige a carico e se ne vanno.
Chiediamo subito al Tuna Bay, che è bellissimo, ma ci dicono che sono al
completo. Restiamo un po’ disorientati. Per fortuna lì vicino ci sono altri quattro resort, quindi abbandoniamo le valige sulla spiaggia per un attimo e decidiamo di andare a chiedere agli altri. Superiamo l’ABC, che ci sembra alquanto malandato e non ben recensito sulla guida, e andiamo direttamente al New Cocohut Chalet. Per fortuna hanno un bungalow libero. Meno male! Il New Cocohut è molto carino. I bungalow in prima fila con vista mare sono veramente molto belli, costano 200 Rigghit a notte, ma noi siamo riusciti a chiedere uno sconto e abbiamo pagato 180 (60 euro). Purtroppo bisogna dire che i resort alle Perhentian islands sono tutti molto cari, soprattutto a Besar, dove però la qualità è migliore. Sull’isola di Kecil costano meno, ma molti bungalow sono invasi da gechi e non hanno il bagno all’interno per cui bisogna usare quello pubblico. Nella baia in cui si trova il New Cocohut la spiaggia è fatta soprattutto di coralli, ma il mare è veramente meraviglioso! Ci sono colori fantastici e, di fronte al Tuna Bay resort, c’è una barriera corallina, perciò si può affittare una maschera e ammirare tanti pesci colorati tropicali. Le isole Perhentian sono quasi del tutto incontaminate. All’interno c’è solo foresta ed è meglio non addentrarsi per non incontrare brutte sorprese, tipo i varani, o i pipistrelli gialli giganti, o per non essere punti da zanzare. Alle Perhentian ci sono moltissime zanzare, è bene portarsi dei repellenti! Inoltre, alla sera non c’è assolutamente nulla da fare, se non guardare le stelle dopo una buona cena o leggersi un bel libro davanti al mare. Una vacanza alle Perhentian significa sole, mare e relax assoluto!!
Un giorno abbiamo anche deciso di farci portare con la barca-taxi a Long Beach, la famosa spiaggia dell’isola di Kecil. Ma non ci è piaciuta molto. Fortunatamente non era affollatissima, ma siccome qui ci sono più turisti, non c’era il relax che c’era nella nostra baia. Inoltre, i bungalow di Long Beach sono veramente malsani. Esiste un unico resort di lusso, il Boo Boo, molto carino. La spiaggia è abbastanza sporca, ma il mare è meraviglioso. Sembra quasi una piscina! Niente coralli, solo sabbia bianca e si può nuotare indisturbati. Veramente uno spettacolo della natura! Quattro o cinque giorni sono sufficienti per visitare le Perhentian . Se avete tempo, sarebbe bello fare un’escursione a Redang. Noi purtroppo non l’abbiamo vista. E comunque queste escursioni costano parecchio. Bisogna ricordarsi di cambiare i soldi prima di arrivare sulle isole perché qui i cambi sono molto sfavorevoli. Inoltre, le telefonate oltremare costano tantissimo, così come l’uso di internet. Ci sono alcuni bar in cui si può navigare in internet, ma la connessione costa un’esagerazione: 20 Riggit, 5 euro, all’ora, ed è molto lenta. Quindi occhio ai prezzi delle Perhentian !! Dopo quattro giorni di relax ritorniamo a Kota Bahru e questa volta soggiorniamo al Suria hotel, sempre in centro. Costa un po’ di più, ma è molto più carino e confortevole. Ve lo consigliamo.
KUALA LUMPUR Partiamo dall’aeroporto di Kota Bahru (dista solo 9 km dalla città e si può raggiungere col taxi che costa pochissimo) con un volo low cost dall’Air Asia e atterriamo al nuovo terminal low cost di Kuala Lumpur, che è molto distante dall’aeroporto vero e proprio. Da questo terminal, per raggiungere la città non ci sono molte alternative: o si prende un taxi, oppure si usano gli autobus dell’Air Asia, che partono ogni 45 minuti e impiegano circa un’ora per raggiungere KL. Il costo è molto ridotto. L’autobus ci lascia a Kuala Lumpur Sentral, la stazione principale e da lì prendiamo un taxi per arrivare all’hotel. Soggiorniamo al Swiss Inn hotel, che si trova nel centro di Chinatown ed è molto bello e pulito. Kuala Lumpur è una città veramente enorme e molto caotica, anche se non così tanto rispetto ad altre città dell’Asia che abbiamo visitato (ad esempio Bangkok è almeno il triplo più caotica!). L’unico vero centro turistico della capitale, o almeno quello in cui i turisti si radunano maggiormente, è il quartiere di Chinatown e la sua famosa Petalin Street, gremita di gente giorno e notte per i suoi negozi e il suo mercato che di sera raddoppia le bancarelle, oltre che per i numerosi ristoranti di ogni tipo. In questo mercato si può trovare veramente di tutto e c’è anche molta merce contraffatta di ogni tipo, dall’abbigliamento, agli accessori, ai CD e DVD. Chinatown ospita anche dei centri commerciali low cost ed è l’unica zona della capitale dove c’è un mercato vero e proprio. Little India è un altro quartiere che si presta allo shopping, poco
lontano da Chinatown, ma è meno affollato e ospita un piccolo mercato chiamato
Bazar che, secondo la Lonely Planet, doveva essere aperto tutto il sabato
notte, ma noi lo abbiamo cercato proprio quella sera e ci è stato detto che era
chiuso, che si trattava di un mercato solo diurno. Bisogna fare attenzione
quando chiedete ai tassisti di accompagnarvi a Little India perché il più delle
volte non capiscono dove volete andare. La zona infatti si chiama Pujab India o
una cosa del genere. Voi spiegate sempre che volete andare a fare shopping nei
mercati, così capiscono. Little India comunque non è un gran ché per lo
shopping perché ci sono s In realtà di malese a Kuala Lumpur non c’è quasi nulla, tutto viene illegalmente importato dalla Thailandia e, ciò che non è tailandese, è cinese o indonesiano. Non esiste quasi nulla di “Made in Malaysia”, neppure le statuine dei Buddha che i turisti comprano come souvenir. Petronas Towers:si tratta di uno dei monumenti più eclatanti di KL; due torri di metallo altissime, le più alte del mondo, 450 metri, collegate da un ponte. Al loro interno c’è un centro commerciale maestoso nel quale ci si può passare una giornata intera, ma noi non ci siamo soffermati molto là dentro perché ci sono negozi di firma famosissimi e la merce è veramente troppo cara. Di sera le Petronas illuminate sono uno spettacolo da non perdere! Poco lontano si erge la Torre delle telecomunicazioni, anch’essa altissima, in cima alla quale c’è un ristorante girevole da cui si può ammirare tutta la città. A due passi da Chinatown potete visitare la Merdeka Square, una piazza molto bella in cui spicca un lungo edificio coloniale molto simile a quelli che adornano la nostra P.zza S. Marco di Venezia. Vicino alla piazza ci sono dei giardini in cui potete trovare riparo dalla calura, anche se spesso sono affollati ed è difficile trovare una panchina all’ombra! Fate attenzione alle formiche che cadono dagli alberi perché pungono (forse sono carnivore???).
A KL si possono visitare anche templi buddisti e induisti. Noi siamo rimasti tre notti, ma in realtà non abbiamo trovato questa città particolarmente interessante. Ci sono capitali asiatiche che meritano più attenzione di KL. Inoltre, al di fuori di Chinatown non c’è quasi nulla di turistico, perciò bisogna fare attenzione a dove si prenota l’hotel. Infine, anche KL, come tutto il resto della Malaysia, ad una certa ora chiude i battenti e va a dormire. Il mercato di Chinatown, che sulla Lonely Planet viene definito diurno e notturno, in realtà resta aperto fino circa alle 11 di sera e a mezzanotte già troverete Petalin Street e il resto della città semideserta. Da KL partono tantissimi autobus per tutta la Malaysia e per Singapore. Se dovete prenotarne uno, dovete recarvi alla stazione Puduraya, vicino a Chinatown. È una stazione sporca, afosa e affollatissima, perciò cercate di restarci il meno possibile! Non dovete preoccuparvi di cercare lo sportello giusto perché uomini con le radioline vi si avvicineranno per chiedervi dove dovete andare e vi accompagneranno al loro sportello per farvi comprare i biglietti.
MALACCA Per raggiungere questa cittadina abbiamo deciso di prenotare un tour presso
l’hotel Swiss Inn di Kuala Lumpur, pagando circa 30 euro a testa per 4 ore,
pranzo incluso. Se Noi siamo partiti con un furgoncino ed eravamo un piccolo gruppo di 6 persone più la guida che era anche il nostro autista. Abbiamo raggiunto Malacca da KL in due ore (con gli autobus ci si impiegano almeno 3 ore). Malacca è stata denominata città storica della nazione dal governo malese. Fondata nel 1396 da un principe di Sumatra, fu poi conquistata nel sedicesimo secolo dai Portoghesi, nel diciassettesimo secolo dagli Olandesi e nel diciottesimo secolo dagli Inglesi. La guida ci ha portato a vedere St. Peter’s Church, la chiesa romana più antica della città. In realtà però non abbiamo visto l’interno perché era chiusa. La chiesa è stata costruita nel 1710, non è niente di speciale rispetto alle chiese europee, ma è qualcosa di eccezionale per Malacca.
Inoltre, Malacca è molto caratteristica per i suoi trishaw tutti addobbati con ghirlande di fiori colorati e campanelle.Se ne vedono molti in giro. Malacca ha anche tanti bei negozi in cui fare shopping, ma non sono proprio economici. Siamo rimasti in questa città una notte per poi ripartire da qui per Singapore con l’autobus. Se anche voi decidete di fermarvi e ripartire in autobus, dovete fare attenzione perché esiste una nuova stazione. La Lonely Planet dice che la stazione di Malacca si trova vicina al centro, ma in realtà quella stazione non esiste più e ne è stata costruita un’altra, che è nuovissima, e che si trova a circa dieci km dalla città. Bisogna andarci in taxi.
MONETA La moneta della Malaysia è il Riggit. 1 euro = 4,5 MRG. Anche qui i cambi non sono molto frequenti, ma non è un problema perché tutti gli hotel hanno il servizio di cambio e, contrariamente al solito, i cambi negli hotel non sono quasi mai sfavorevoli. Attenzione all’uso delle carte di credito. Alcuni hotel non hanno la macchinetta per il pagamento e noi abbiamo avuto problemi non potendo pagare con la visa electron. In ogni caso ci sono le banche da cui si può prelevare.
GUIDA LONELY PLANET Purtroppo l’ultima edizione di questa guida risale al 2004, ma probabilmente è stata scritta nel 2003 ed è quindi abbastanza datata perciò non molto attendibile. Occorre una nuova edizione. Molte cose non corrispondono. La guida è utile per la recensione degli hotel, ma non fidatevi troppo delle indicazioni che riguardano stazioni e siti turistici, molti dei quali non più esistenti. Scarica la guida in formato PDF
*** Il contenuto di questa pagina è liberamente riproducibile
purchè se ne citi la fonte. ***
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